Ehilà….tutt’a posto?
Io sto bene, grazie, la pensione non è malaccio.
Durante uno dei miei fallimentari tentativi di accostarmi all’Agopuntura da autodidatta, lessi un fatterello: tanti tanti secoli fa, l’imperatore Nonricordochi considerò che le imposte che incassava erano irrisorie a confronto dell’immensa popolazione dei suoi sudditi, e questo era dovuto al fatto che molti di loro erano malati e perciò improduttivi. Per questa ragione decise che l’agopuntura, fino ad allora gelosamente riservata agli abitanti del Palazzo Imperiale, dovesse essere utilizzata anche per il resto della popolazione. Una nobile riforma frutto di ignobile, ma arguta considerazione.
Questo fatterello mi è tornato alla mente ascoltando le riflessioni sulla disabilità degli emicranici, la sostenibilità del nostro sistema sanitario universale e le invettive contro la Medicina difensiva che genera esami “inutili”. Ma per i medici la legittima difesa non esiste? Privato della facoltà di dedicare ad ogni paziente il tempo che ritiene necessario per vagliare clinicamente le ipotesi diagnostiche, un professionista cos’altro può fare se non affidarne la verifica alla diagnostica strumentale?
Ho recentemente sentito una bellissima relazione sulla terapia dell’emicrania: la relatrice spiegava l’importanza di contestualizzare il paziente e di motivare alla eventuale correzione dello stile di vita. Questo richiede tempo e ho chiesto perciò quando leggeremo nelle linee guida che compete al medico stabilire il tempo necessario alla visita. Con mia sorpresa, la domanda è stata considerata una provocazione.
Quanto si risparmierebbe se ci fosse la possibilità di prendere in carico i cefalalgici prima che si cronicizzino? Lo stesso vale per i problemi cognitivi: siamo sicuri che se prendessimo precocemente in carico chi lamenta problemi di memoria non risparmieremmo una buona parte delle risorse che ora investiamo per limitare i danni delle demenze?
Del resto, se la Deontologia — ancorché sovrana — non bastasse, che il tempo di comunicazione è tempo di cura, è stabilito anche dalla legge 219 del 2017, articolo 1, comma 8.
In fiduciosa attesa che questo 2026 attivi vigorose e motivate nuove leve.
Antonella Amadori
antonella.amadori.neurologa@gmail.com