L'opinione di

Febbraio 2026

di Antonella Amadori

Antonella Amadori
a cura di Antonella Amadori

Ehilà, come butta…tutt’a posto?

Quando feci l’esame di Radiologia, nella seconda metà degli anni ’80, il Professore constatò con preoccupazione il crescente numero di donne e affermò che, come nei Paesi dell’Est, questo avrebbe inevitabilmente comportato la svalutazione della professione: mi sembrò una boutade di dubbio gusto.

“Bisognerebbe non essere donna”, mi disse con affettuosa partecipazione il Primario della Neurologia di Borgo Trento, a Verona, all’inizio degli anni ’90. Era il tempo della pletora medica e, dalla Puglia in cui ero cresciuta, mi ero trasferita nel natio Trentino da qualche mese; nonostante avessi 2 figlie in età prescolare e il mio reddito fosse quello della Guardia Medica, sentivo forte il bisogno di frequentare una Neurologia di respiro accademico.

Un neuroradiologo mi fece presente che la mia passione per la Neuroradiologia non aveva sbocchi e che sarebbe stato meglio per me dirottare sulla famiglia il tempo e le energie che dedicavo ai viaggi a Verona: dovendo un Primario scegliere un collaboratore, fra un single e una madre di famiglia non c’era competizione. La Specialistica ambulatoriale è stata la mia sola chance e, pur soffrendo per la mancanza di collaborazione con i colleghi ospedalieri, con il tempo ho imparato ad apprezzare l’autonomia che questo contratto mi garantiva.

Mi piacerebbe credere che negli ultimi decenni le cose siano cambiate, ma alcune settimane fa una giovane collega raccontava in toni umoristici come il marito e la babysitter non fossero riusciti ad organizzarsi per andare a prendere il bambino a scuola e avevano perciò cercato lei.

Pur essendo i padri di famiglia mediamente più sensibili e disponibili rispetto al passato, mi sembra che ancora oggi le incombenze familiari restino prevalentemente a carico delle donne e temo che questo sia tra le cause della ridotta fertilità e della scarsa rappresentanza femminile nelle stanze dei bottoni, Ordine dei medici compreso.

La mia proposta è che gli Ordini professionali attivino convenzioni con catering e agenzie qualificate che forniscano colf, governanti, babysitter, badanti, infermieri, dando così alle colleghe e ai colleghi la possibilità di esercitare con serenità la professione per cui si formano continuamente. È indispensabile investire nell’Ordine, favorendo l’equilibrio di genere, come previsto dalla Legge delega n. 3/2018 (Legge Lorenzin).

Alla prossima!
Antonella Amadori
antonella.amadori.neurologa@gmail.com