Ehilà, ciao a tutti.
Metà anni ’70: “Ma chi ve lo fa fare…” cantilenava il Prof. Amprino a quella straripante massa di babyboomer che rumoreggiava in attesa della lezione di Anatomia. “…se sono i soldi che volete, vi conviene aprire un tabacchino”.
A distanza di 50 anni, per me il quesito resta: chi ce lo fa fare? Qual è la motivazione che ci ha portato a fare la gobba sui libri per oltre 10 anni, e che ci porta ancora oggi ad esercitare la nostra professione nonostante la fatica del lavoro in sé, le incomprensioni, il costante confronto con il dr. Google?
Non credo esista una risposta valida per tutti, ognuno ha le proprie motivazioni, ma mi ha colpito quello che alcuni centenari sardi — abitanti tutti nella stessa zona — hanno detto all’intervistatore che chiedeva quale fosse il segreto della loro così longeva vitalità: ognuno ha detto il suo, ma tutti hanno citato anche l’onestà.
Immagino che quello che i vegliardi definiscono “onestà” sia la serenità che deriva dall’agire coerentemente con i propri valori. E questo concorda con quello che ha verificato chi ha studiato il burnout dell’operatore sanitario: perde motivazione chi non può agire in conformità con i propri valori.
Hanno studiato un gruppo di bambini amanti del puzzle dividendoli in due sottogruppi: in uno ogni bambino veniva ricompensato quando finiva il proprio puzzle, nell’altro no. Quando, a distanza di tempo, i due sottogruppi hanno avuto a disposizione tempo libero e puzzle, il gruppo abituato a ricevere una ricompensa non realizzava i puzzle con la stessa abilità dell’altro, dimostrando che la soddisfazione derivante dalla ricompensa aveva smorzato il piacere intrinseco del compito.
Alla fine degli anni ’80, appena arrivata in Trentino, sostituivo un MMG. Mi sembrò un sogno essere pagata a giornata, ma l’irritazione che provai quando una signora mi chiese la fattura mi fece capire che il piacere di fare soldi stava insidiando il gusto di esercitare, finalmente, il lavoro per cui mi ero formata così lungamente. La cosa mi mandò in crisi e cercai un ancoraggio: rileggere il giuramento professionale mi ricordò quali sono i valori che mi ero impegnata ad onorare.
Un carissimo saluto a tutte/i e alla prossima.
Antonella Amadori
antonella.amadori.neurologa@gmail.com