L'opinione di

Gennaio 2025

di Antonella Amadori

Antonella Amadori
a cura di Antonella Amadori

Ehilà…ciao a tutte/i!

Alcuni anni fa, ad un collega ospedaliero che si lamentava del lavoro massacrante, feci presente i grandi vantaggi del nostro contratto, ma lui reagì con una smorfia, come a dire… beh, non sono messo poi così male.

Questo episodio mi è tornato alla mente quando ho letto il famoso esperimento di Jane Elliot: era insegnante in una cittadina della provincia statunitense in cui tutti gli alunni erano bianchi. Dopo l’assassinio di M.L. King si rese conto che i bambini della sua classe non capivano cosa fosse la discriminazione e così propose un esperimento per farglielo capire: mentendo deliberatamente, disse che la maggiore quantità di melatonina presente negli occhi scuri era indice di maggiore intelligenza e per una settimana gli scolari con gli occhi scuri vennero arbitrariamente considerati migliori degli altri, furono beneficiari di alcuni privilegi e dovevano giocare soltanto fra di loro, evitando gli altri.

L’esperimento fu efficace e i risultati sorprendenti: i bambini considerati “superiori” diventarono prepotenti, ma raggiunsero competenze inattese, mentre la minoranza temporaneamente considerata “inferiore” perse colpi. La settimana successiva disse che si era sbagliata e che, al contrario, erano i bambini con gli occhi chiari quelli più intelligenti e anche i comportamenti dei due gruppi si invertirono. Alla fine della seconda settimana spiegò l’esperimento e tutti i bambini avevano sperimentato la discriminazione.

I nostri Maestri conoscevano bene questa insidia, tant’è che il Codice di Deontologia Medica dedica alla sua prevenzione l’art 58: “Il medico impronta il rapporto con i colleghi ai principi di solidarietà e collaborazione e al reciproco rispetto… affronta eventuali contrasti con i colleghi nel rispetto reciproco e salvaguarda il migliore interesse della persona assistita, ove coinvolta… Il medico, in caso di errore professionale di un collega, evita comportamenti denigratori e colpevolizzanti…”

Essere parte di una Associazione di neurologi del territorio ora riconosciuta Società Scientifica così vivace e attiva ci dà l’opportunità di sentirci comunità e di confrontarci, collaborando alla pari con i colleghi che agiscono in ambiti diversi. Renderci conto di quanto sia prezioso il nostro lavoro e conoscere leggi, Codice Deontologico e contratto ci dà gli strumenti per crescere nella professione.

Alla prossima!
Antonella Amadori
antonella.amadori.neurologa@gmail.com