Ehilà, ciao a tutte/i!
“L’asino che tira calci viene rispettato” borbottava la mia collega (sumaista convinta e sfegatata da sempre) nello spogliatoio, quando inutilmente cercavo conforto per i tempi di visita che mi venivano tagliati d’ufficio. Poi mi chiedeva: “il contratto che dice?” E io non sapevo rispondere…
Lei si arrabbiava: “Il rappresentante sindacale fa la sua parte se tu fai la tua. È di un’altra branca e capisce delle tue visite neurologiche quello che capisci tu delle sue visite chirurgiche. Stúdiati il contratto, scrivi ai dirigenti, metti in conoscenza il rappresentante sindacale e chiedi la conferma di lettura. Per chi stai lavorando?”
Amava il suo lavoro ed era solita ripetere che preferiva lavorare gratis che lavorare male, che il suo impegno era documentato dalla timbratura e che il contratto serve a organizzare il servizio, distribuire i compiti e darci gli strumenti per occuparci dei nostri pazienti, di cui siamo i soli responsabili.
Non ottenne un granché ma, dopo anni di mail ignorate e ore di lavoro gratis, le fu data l’infermiera di riferimento e un po’ più di tempo per le sue visite. Mettendo in conoscenza il rappresentante sindacale continuò a chiedere che il plus documentato dalla timbratura venisse autorizzato come straordinario e spesso lo otteneva.
Gli articoli dell’ACN cui si appellava (riportati con i numeri dell’ultimo accordo):
- Art. 29, comma 3: “Il numero di prestazioni erogabili per ciascuna ora di attività è determinato sulla base della tipologia e della complessità della prestazione, fermo restando che il loro numero è demandato alla valutazione dello specialista ambulatoriale.”
- Art. 29, comma 4: “La media delle prestazioni erogate dallo specialista ambulatoriale è soggetta a periodiche verifiche da parte dell’Azienda sulla scorta dei dati relativi alla casistica clinica (e non numerica).”
- Art. 29, comma 10: “Le Aziende garantiscono i requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e di sicurezza necessari allo svolgimento dell’attività.”
Buon proseguimento, amici, alla prossima!
Antonella Amadori
antonella.amadori.neurologa@gmail.com